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Lo scheletro del cavaliere scoperto al

 Castel dell'Aquila di Gragnola


Mito e leggenda nel ritrovamento dello scheletro di un cavaliere del 1300

dopo le varie teorie, circa il ritrovamento dello scheletro del Cavaliere di Castel dell’Aquila di Gragnola (MS) in Lunigiana, cerchiamo di aggiungere chiarezza: 

Nel Febbraio del 2004 durante i lavori di restauro, venne ritrovato lo scheletro di un cavaliere, seppellito tra le mura del castello, suscitando l’iteresse di molti appassionati e studiosi. Grazie all’intervento del Paleoantropologo Stefano Ricci, che per conto dell’Università di Siena ha riesumato i resti del Cavaliere, e grazie all’esperienza ed alla collaborazione fornita dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici con la coordinazione fornita dalla Dott/ssa Paribeni, è stato possibile ricostruire la struttura scheletrica originale, dando così la possibilità a numerosi ricercatori, di varie Università italiane, di condurre ricerche ed analisi, che hanno in parte consentito di ricostruire la storia, e la causa del decesso del misterioso cavaliere.

 

Le prove del carbonio 14 hanno consentito di far risalire il cavaliere alla prima metà del 1300, ma purtroppo non avendo ancora la possibilità di leggere le eventuali iscrizioni riportate sul medaglione ritrovato al collo del “cavaliere”, possiamo solo basarci sullo studio tipologico della punta metallica (verrettone) rinvenuta tra le vertebre dello scheletro, che l’Università di Foggia ha recentemente studiato, grazie all’interessamento del Dipartimento di Medicina Legale, evidenziando gli aspetti connessi alla singolare fossilizzazione delle larve di mosca ritrovate sul verrettone, che hanno fatto sospettare una sepoltura posteriore di alcuni giorni dalla morte. 

 

La storia

Il periodo storico in cui visse il cavaliere “vide una forte penetrazione il Lunigiana da parte dei lucchesi coinvolgendo in un aspra guerra in particolare i feudi della Lunigiana Orientale. La prova della volontà e della forza di penetrazione lucchese si ebbe in concreto nel 1299 quando Bucello, Simonello, Saladdo ed altri nobili appartenenti all’antica famiglia dei Dallo (della Verrucola) concedettero al Comune lucchese la fortezza della Verrucola, la relativa corte e  con essa altri villaggi e terreni all’interno del feudo malaspiniano. Parimenti il Comune lucchese restitui’  a titolo di feudo le suddette terre  acquistate, obbligando i Dallo  a prestare giuramento di fedeltà al comunedi Lucca. Ciò fu la causa scatenante di una vera e propria guerra che vide contrapposti in Marchese Azzolino (della Verrucola),  e Lucca.

 I lucchesi riuscirono ad occupare il Castello di Castiglione delle Ginestre a più riprese, e costrinsero il Marchese Azzolino a rifugiarsi all’interno della fortezza della Verrucola e patteggiare con gli aggressori.

Sorte analoga toccò anche al feudo di Fosdinovo, e la situazione rimase pressoché invariata fino al 1310 con la venuta in Italia dell’Imperatore Arrigo VII il quale solo, riuscì ad evitare che Lucca conquistasse tutta la Lunigiana. Tale evento spinse il Marchese Spinetta della Verrucola a recuperare i propri privilegi e, durante gli anni seguenti, fino alla metà del  1300,assistiamo ad una vera e propria guerra combattuta tra Spinetta stesso e Castruccio Castracani. E solo al termine della contesa, Spinetta, riuscì ad unificare sotto di se tutta la Lunigiana Orientale.

In maniera estensiva possiamo immaginare che tutto il territorio della Lunigiana Orientale fosse coinvolto nella disputa, e lo stesso Castello dell’Aquila, all’epoca non ancora Feudo autonomo, fu sicuramente teatro di tali vicende.”

Il punto della situazione

“Anche queste rimangono tuttavia ipotesi, ma spero che l’interesse suscitato dalla scoperta spinga gli appassionati e gli studiosi ad approfondire aspetti tuttora poco chiari della storia lunigianese, aprendo finalmente ad un’analisi scientifica del territorio, identificando altresì anche siti archeologicamente importanti, dando luogo ad una campagna di scavi mirata. Per ora del caso si stanno occupando alcune Università: L’Ateneo di Siena, tramite il Paleontologo Stefano Ricci, ed il Professor Mallegni del Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Pisa, stanno analizzando la scoperta dal punto di vista antropologico, mentre l’Università di Foggia studia grazie all’interessamento del Dipartimento di Medicina Legale gli aspetti connessi alla singolare fossilizzazione delle larve di mosca ritrovate sul verrettone, che hanno fatto sospettare una sepoltura posteriore di alcuni giorni dalla morte.

 I risultati degli studi sono stati presentati in anteprima il 20.02.2005 al castello dell'Aquila durante l'iniziativa "Un Castello e il suo Cavaliere misterioso" e verranno poi presentati ufficialmente il 25.02.2005 dal Paleonatropologo Stefano Ricci, a NewOrleans negli Stati Uniti, durante un importante convegno di Medicina Legale

Sicuramente non sarà mai possibile dare un nome al misterioso Cavaliere, ma tuttavia, grazie alle moderne tecnologie ed alle ricerche condotte, è stato possibile dopo centinaia di anni fare luce su di un omicidio risalente al 1300.

Risulterebbe per concludere estremamente importante ascoltare cosa pensano in merito coloro i quali hanno studiato scientificamente la Lunigiana nei suoi vari aspetti e grazie ai quali possiamo ora partire nell’approfondimento da punti di partenza chiari”.

Giovanni Jr. Poleschi

 

ALCUNE FOTO DELLO SCHELETRO

 

           

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ILVERRETTONE

 

IL VOLTO RICOSTRUITO